Trasposizione d’Inverno – Nicola di Giorgio – 24.03.2018 / 10.05.2018

a cura di #MCCN contemporary
24.03.2018 / 10.05.2018
opening 24.03.2018
h 18
#MCCN Castello di Carini
Via castello, 90044
carini

Con la mostra Trasposizione d’Inverno di Nicola Di Giorgio (Palermo, 1994) #MCCN Contemporary Castello di Carini inaugura l’appuntamento primaverile per il 2018, anno che vede la Città di Palermo Capitale della cultura Italiana.
YOUNG Section / Photography, curata da #MCCN Contemporary, ospita la mostra del ventitreenne fotografo palermitano che, formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, ha poi frequentato il CFA – Corso Avanzato in Fotografia diretto da Silvia Lelli presso lo IED – Istituto Europeo di Design, Moda e Arti Visive di Milano. Un focus sul suo lavoro è stato pubblicato sul n.300 della rivista “Il Fotografo” del mese di febbraio 2018.

Gli scatti di paesaggio entrano in relazione con l’idea della rappresentazione, rimettendola in discussione a partire proprio dalla conoscenza del mezzo fotografico, che in questi lavori tocca dei vertici.
Sono vertici di conoscenza tecnica della fotografia, ma sono anche vertici di paesaggio.
Questa connessione tra conoscenza tecnica e morfologia del paesaggio non è di secondaria importanza rispetto alle immagini che osserviamo in mostra, soprattutto ai fini della relazione argomentativa in cui entriamo con lo spazio espositivo e con l’idea che l’autore ci consegna. Se, infatti, l’esperienza estetica rientra in qualche modo nell’ambito dell’esperienza conoscitiva, e se quest’ultima comporta delle influenze nel nostro modo di affrontare i dolori e le gioie delle esperienze della vita, risulta evidente che anche l’esperienza estetica incide nel mutare il modo di affrontare la realtà, le sue cause e le conseguenze. (Giuseppe Buzzotta)

Profili innevati sono pensieri sospesi nella nostra mente: leggeri e indefiniti non sono ancora diventati un ricordo e non si sono trasformati in un’idea precisa.
Galleggiano e si perdono in una bianca e impalpabile materia.
Meraviglioso perdersi lasciando spazio solo ai nostri sensi per ritrovare un punto fermo, una direzione, un riferimento.
(Carmelo Bongiorno)

L’autore ci chiede cortesemente di affacciarci da alcune finestre: sono finestre della rappresentazione che fissano, nell’eternità di un supporto omogeneo, lo spazio-tempo di un soggetto riconoscibile e naturale.
Ci vuole ospitare al teatro della rappresentazione fotografica.
Come una poesia che trasponiamo in altra forma, qui la fotografia traspone se stessa in qualcos’altro che stiamo ca- pendo man mano che apriamo gli occhi.
Lo sforzo del fotografo a ricreare e allargare la propria concezione del mondo attraverso queste immagini, aumenta l’illusione delle realtà inventate, sognate, trasognanti.
Questo grande compito ha bisogno di saggezza e abbandono al proprio tempo. Abbandonarsi al proprio tempo fa sì che attraverso gli occhi del fotografo, il presente diventa passato e futuro allo stesso tempo.
Ci troviamo dunque di fronte a un viaggio, una passeggiata in un corridoio lungo, con tante finestre a fare da colonna sonora. (Giuseppe Sinatra)